Dal 10 al 12 settembre torna la Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia

Dal 10 al 12 settembre torna la Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia

Tre giorni di incontri, formazione, cinema, arte e musica con dissidenti e personalità internazionali da tutto il mondo. Attese Yulia Navalnaya, Sviatlana Tsikhanouskaya e la premio Nobel Oleksandra Matviichuk. Sabato 12 settembre il concerto conclusivo di Luca Barbarossa, aperto al pubblico.

Dal 10 al 12 settembre torna la Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia, l'evento internazionale ideato e promosso dalla vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno e organizzato dall'Ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Rappresentanza della Commissione europea in Italia, il patrocinio del Comune di Ventotene e il sostegno della Regione Lazio. Tre giorni di conferenze, formazione, cinema, arte e musica, con la partecipazione di dissidenti, attivisti, rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, intellettuali e artisti provenienti da tutto il mondo.

Le novità dell'edizione 2026: la Freedom Academy
Tra le principali novità dell'edizione 2026 figura il lancio della Freedom Academy, uno spazio di formazione rivolto ai giovani europei, con incontri dedicati alla storia del continente, all'attualità internazionale, alla difesa dello Stato di diritto e alla lotta contro le autocrazie. Saranno coinvolte la Fondazione Pietro Nenni e la Anti-Corruption Foundation, fondata da Aleksej Navalny.

Il Manifesto di Ventotene in mostra sull'isola
La Fondazione Pietro Nenni curerà, in collaborazione con il Parlamento europeo, la mostra "Il Manifesto di Ventotene e l'europeismo nella lotta di Liberazione". Per la prima volta sarà esposta sull'isola la copia numero 15 del Manifesto di Ventotene, stampata clandestinamente nel 1944 e consegnata a Pietro Nenni da Eugenio Colorni.
La mostra comprenderà anche un carteggio del 1943 tra Colorni, Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, testimonianza di straordinario valore storico sulla formazione del progetto federalista europeo.

I dissidenti e gli attivisti internazionali

Tornerà sull'isola Yulia Navalnaya, insieme al gruppo della Fondazione Anticorruzione fondata da Aleksej Navalny. Attesa anche la leader dell'opposizione democratica bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, che racconterà la repressione esercitata dall'ultima dittatura d'Europa. Parteciperanno inoltre il premio Sacharov Lorent Saleh, attivista venezuelano detenuto prima nel centro di tortura conosciuto come La Tumba e poi nel carcere di El Helicoide, e la premio Nobel per la pace Oleksandra Matviichuk, avvocata e presidente del Center for Civil Liberties di Kyiv.
Particolare attenzione sarà dedicata alla crisi democratica in Georgia e alla vicenda di Mzia Amaglobeli, giornalista georgiana, premio Sacharov, attualmente detenuta e prima donna prigioniera politica nel Paese dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica. La sua voce sarà portata sull'isola insieme a quelle di Nona Mikhelidze, dell'Istituto Affari Internazionali, Vano Chkhikvadze, responsabile delle politiche europee di Araminta, e Marika Mikiashvili, esponente del partito di opposizione Droa. Sull'isola arriverà anche Ahmad Massoud, leader della resistenza antitalebana del Panjshir, insieme al suo vice Ali Nazary, per riportare l'attenzione su un Paese scomparso dalle prime pagine ma ancora segnato dal regime oscurantista e violento imposto dai talebani.Tra gli ospiti annunciati anche Enes Kanter Freedom, ex cestista dei Boston Celtics, oppositore del presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e da anni impegnato nella difesa dei diritti umani, che a Ventotene racconterà la sua storia e darà vita a una partita di basket insieme ai giovani e agli ospiti della Conferenza.

Le istituzioni e gli altri ospiti

La Conferenza vedrà la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola e del ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani.
Tra gli altri ospiti attesi sull'isola: monsignor Vincenzo Paglia, Maurizio Molinari, Stefania Battistini, Carmine Pinto e la cantante Noa Amini.

L'arte del dissenso

A Ventotene approderà la Biennale del Dissenso, con le opere degli artisti che nei giorni scorsi, a Venezia, si sono opposti alla riapertura del Padiglione della Federazione Russa: Angel Uliyanov, Boginya Von Art, Lev Nikitin, Yana Tarakanova e il collettivo Party of the Dead. L'iniziativa è realizzata in collaborazione con Certi Diritti e Arts Against Aggression.

Il concerto conclusivo di Luca Barbarossa

La Conferenza terminerà sabato 12 settembre alle ore 21.30 con il concerto di Luca Barbarossa, appuntamento conclusivo del programma e momento aperto alla cittadinanza e al pubblico dell'isola.

LE DICHIARAZIONI

Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo:
«L'idea di portare a Ventotene i dissidenti che ogni giorno combattono contro i regimi autocratici e dittatoriali, contro le torsioni dello Stato di diritto, insieme agli intellettuali, agli scrittori e ai giornalisti che contribuiscono alla costruzione di un'Europa giusta e libera, si è rivelata vincente. Non soltanto per il successo della prima edizione, ma perché la rete che abbiamo costruito nel corso dell'ultimo anno ha continuato a lavorare su molti fronti, dal contrasto alle interferenze russe nel nostro Paese alla tutela dei dissidenti e dei prigionieri politici nei Paesi europei e nel resto del mondo».
«Tornerà sull'isola Yulia Navalnaya, insieme al gruppo della Fondazione Anticorruzione fondata da Aleksej Navalny. Sarà con noi la leader dell'opposizione democratica bielorussa Sviatlana Tsikhanouskaya, che racconterà la repressione esercitata dall'ultima dittatura d'Europa. Parteciperanno inoltre il premio Sacharov Lorent Saleh, attivista venezuelano detenuto prima nel centro di tortura conosciuto come La Tumba e poi nel carcere di El Helicoide, e la premio Nobel per la pace Oleksandra Matviichuk, avvocata e presidente del Center for Civil Liberties di Kyiv». «Un'altra testimonianza che considero centrale sarà quella di Ahmad Massoud, leader della resistenza antitalebana del Panjshir, insieme al suo vice Ali Nazary. L'Afghanistan è scomparso dalle prime pagine, ma il regime oscurantista e violento imposto dai talebani continua a rappresentare una minaccia per la popolazione afghana e uno dei principali centri di instabilità e radicalizzazione globale».
«Enes ha scelto di aggiungere al proprio nome la parola "Freedom", trasformando anche la propria identità pubblica in un atto politico. A Ventotene racconterà la sua storia e darà vita a una partita di basket insieme ai giovani e agli ospiti della Conferenza. Sarà un modo diverso, ma non meno significativo, per affermare che la libertà vive nella partecipazione, nell'incontro e nella condivisione».

Carlo Corazza, direttore dell'Ufficio del Parlamento europeo in Italia:
«Il Parlamento europeo sostiene con convinzione la seconda edizione della Conferenza di Ventotene, in un momento in cui il dibattito su come difendere l'indipendenza europea e le democrazie liberali deve essere in cima all'agenda politica».

IN BREVE
• Cosa:
Conferenza di Ventotene per la libertà e la democrazia - II edizione
• Quando: 10–12 settembre 2026
• Dove: Isola di Ventotene